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Buongiorno, fra pochi giorni ho la prima riunione condominiale di uno stabile in cui sono appena entrato. Per questo motivo, pur avendo già notato alcune cose poco gradevoli nell’amministrazione del condominio, non vorrei presentarmi già  con una proposta di revoca. Stasera però sono all’ordine del giorno proprio le votazioni per rinnovare il mandato dell’amministratore e non vorrei nemmeno che questo ci vincolasse troppo a lungo. Le mie domande allora sono le seguenti: quanto dura il mandato di un amministratore condominiale? Lo si stabilisce al momento dell’elezione oppure c’è una durata stabilita per legge cui occorre attenersi? Una volta eletto è possibile revocarlo prima della scadenza del mandato? Se sì, in che modo e con quali conseguenze, a livello di spese e altri oneri?

Buongiorno
per legge l’amministratore resta in carica sempre un anno, e quindi ogni anno va rinnovato (legalmente parlando un amministratore non si rinnova ma si elegge nuovamente).
In altre parole, legalmente non esiste il concetto di revoca, perchè se non viene nominato un nuovo amministratore quello vecchio resta in carica in prorogatio. In questo caso occorre far votare all’assamblea la data per una nuova assemblea in cui ci sia all’ordine del giorno l’elezione del nuovo amministratore, altrimenti il vecchio amministratore resta automaticamente in carica per un anno (difficilmente un amministratore convoca un’assemblea per farsi sostituire).
Attualmente stanno discutendo in parlamento la riforma del condominio che prevede che l’incarico sia di due anni, forse la riforma entrerà in vigore alla fine dell’anno, ma la legge non dovrebbe essere retroattiva (dipende dalla lettera finale della legge stessa su cui adesso non si sa  nulla).
Sia la legge attuale che quella nuova prevedono la possibilità di cambiare un amministratore in carica, ma a dir la verità le procedure sono farraginose e lunghe e in pratica sono sconsigliabili (a meno che non ci siano sospetti fondati di comportamento fraudolento).
In ogni caso, se l’amministratore se ne va via prima del termine dell’incarico, gli si deve pagare solo il compenso fisso annuo in proporzione ai mesi in cui ha effettivamente lavorato (a meno di un contratto diverso, ma la cosa è molto rara).

Teseo Parolini